Ali di farfalla

L’infanzia e l’adolescenza sono momenti della vita in cui l’individuo affronta numerosi cambiamenti che avvengono sul piano fisico, del pensiero, affettivo e comportamentale.

L’inserimento nella scuola, l’integrazione con i coetanei, l’apprendere le regole sociali dello stare in gruppo sono alcune delle condizioni che il bambino e l’adolescente si trovano ad affrontare e non è raro che, durante tali esperienze, possano incontrare delle difficoltà. A volte le difficoltà ed il disagio sono tali da compromettere il funzionamento psichico, dando luogo ad una sofferenza che spesso non viene espressa in modo chiaro e che può evolvere verso lo sviluppo di un vero e proprio disturbo. É importante, per questo, individuare eventuali segni di difficoltà che il soggetto presenta, al fine di prevenire la strutturazione di una patologia.

L’intervento psicologico in età evolutiva può essere indicato sia in presenza di difficoltà limitate, puramente a scopo di prevenzione e sostegno, quando si verificano, ad esempio, delle esperienze di lutto, di separazione dei genitori, di passaggio da un grado di scuola all’altro che hanno un impatto affettivo marcato sul minore, un intervento in questi termini può facilitare l’elaborazione dell’esperienza vissuta e la riduzione della durata della sofferenza. Quando, invece, si riscontra la presenza di un disturbo vero e proprio è necessario intervenire attraverso un trattamento psicoterapeutico specifico per l’età evolutiva e finalizzato alla riduzione dei sintomi e alla cura del disturbo.

Con i bambini

Quando dei genitori chiedono una consulenza psicologica per il loro bambino, dopo una prima raccolta anamnestica, riguardo le tappe dello sviluppo del bambino (parto, svezzamento, inserimento scolastico, separazioni) si effettua poi l’osservazione diretta del bambino. Questa fase, si svolge in un ambiente accogliente e adatto ad un minore, in modo che il piccolo possa scegliere come comunicare col terapeuta, se attraverso parole, gioco, disegni e attraverso la  proposta di materiale strutturato e definito. Tali incontri di osservazione (3 o 4) del bambino permettono di differenziare il carattere patologico o evolutivo di un dato comportamento, le risorse complessive del bambino e la conseguente scelta di un trattamento psicoterapeutico o di un sostegno psicologico. L’intervento di psicoterapia del bambino può accompagnarsi, in caso di riscontrata necessità, ad un percorso di sostegno alla genitorialità.

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Con l’adolescente

L’adolescenza è una fase della vita in cui i dubbi su se stessi, gli interrogativi sulla propria identità, l’insoddisfazione per il proprio corpo, le tensioni con i genitori possono costituire dei momenti di transizione che nulla hanno di patologico.Tuttavia in alcuni casi questi aspetti assumono un peso eccessivo, provocando stati di sofferenza che si protraggono troppo a lungo o che si estendono fino ad invadere la vita dell’adolescente.Il percorso di presa in carico si articola in modo simile a quello del bambino, con la differenza sostanziale che in adolescenza è più importante il tema del “segreto”. I genitori vengono coinvolti al primo colloquio (prima che il terapeuta incontri l’adolescente) e in fase di restituzione del bilancio evolutivo, dopo 5-6 incontri con il ragazzo. Gli incontri tra il terapeuta e l’ adolescente definiti di “consultazione” permettono, attraverso il colloquio e l’uso di eventuali strumenti psicodiagnostici, di stilare un bilancio della situazione attuale del ragazzo che inizialmente viene condivisa con  lui e successivamente con i suoi referenti.Se si decide di proseguire con la presa in carico psicoterapeutica è fondamentale una motivazione da parte del ragazzo e il riconoscimento di una sofferenza soggettiva. I genitori sono spesso parte integrante del processo terapeutico con modalità concordate di volta in volta con il ragazzo.

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