Menu principale:

Che cosa è la psicoterapia bionomica o autogena?
Introduzione
"Il destino dell'individuo è scritto nel suo piano di vita"
Un aneddoto citato da Wallnöfer sul primo incontro tra Freud e Schultz evidenzia in modo particolare l'essenza della psicoterapia bionomica. Alla domanda di Freud sulle modalità terapeutiche della psicoterapia bionomica, Schultz rispose: "Io penso che, come un giardiniere che ripulisce dagli intralci il giardino, sia possibile rimuovere gli ostacoli che impediscono il vero sviluppo individuale".
Questo aneddoto evidenzia bene l'obiettivo terapeutico della psicoterapia bionomica: secondo Schultz, il creatore della psicoterapia bionomica, l'obiettivo della psicoterapia è quello di rimuovere gli ostacoli che impediscono a una persona lo sviluppo autentico del Sé. Lo psicoterapeuta bionomico ottiene questo guidando il paziente all'interno di un percorso terapeutico, una sorta di autoanalisi guidata, denominata ANALISI BIONOMICA, effettuata anche con l'utilizzo di tecniche autogene.
ohann Heinrich Schultz (1887-
Schultz pubblicò su numerose riviste mediche e psicoterapiche stralci o sintesi del suo pensiero, ma l'elaborazione compiuta dei suoi concetti, soprattutto di quelli riguardanti la teoria della psicoterapia e la teoria della tecnica psicoterapica, avvenne successivamente in "Bionome Psychotherapie" [Psicoterapia Bionomica], del 1951, in "Grundfragen der Neurosenlehre" [Questioni fondamentali sulla teoria delle nevrosi], del 1955, e in "Die Seelische Krankenbehandlung (Psychotherapie)" [Il trattamento psichico delle malattie], del 1963, opere meno conosciute nel mondo scientifico anglofono e che hanno avuto maggiore diffusione nei paesi di cultura mitteleuropea. Una grandissima diffusione ebbe invece la pubblicazione de "Il Training Autogeno", che, tradotto in moltissime lingue, incontrò un enorme successo nel mondo intero. In Italia la conoscenza del pensiero di Schultz e del metodo autogeno arrivò nel 1951, quando Tullio Bazzi, docente di Neuropsichiatria all'Università di Roma, e coautore insieme a Bini di un pregevole "Trattato di psichiatria" pubblicò il suo primo lavoro sul Training Autogeno, al rientro da Tubinga dove presso la Clinica Psichiatrica di Ernst Kretschmer, aveva appreso la conoscenza del pensiero di Schultz e del metodo autogeno. Nel 1976 venne fondata la società scientifica italiana di psicoterapia bionomica e fu chiamata I.C.S.A.T. (Italian Commetee for the Study of the Autogenic Psychotherapy, Autogenic Therapy and the Autogenic Training). Tale società venne affiliata all'I.C.A.T., la Società Internazionale di Psicoterapia Autogena, presieduta fino al 1970 da Schultz.
La concezione bionomica della vita fu sviluppata da Schultz a partire dalla teoria dell'ordine di K. E. Rothschuh e dalle riflessioni di alcuni pensatori suoi contemporanei, soprattutto L. Von Bertalanffy, F. Alverdes e B. Dürken. In tale modello propose una concezione della personalità, caratterizzata da due tipi di ordine, l'ordine logico-
1. La struttura; è un elemento fondamentale della vita. Ogni essere vivente è caratterizzato da una struttura unitaria e dinamica di tipo sistemico, regolare, ordinata in livelli o strati, che mantiene un'autoconformazione unitaria nonostante la stratificazione e una regolarità anche quando presenta delle irregolarità.
2. La totalità; la vita e la personalità degli esseri umani sono caratterizzati dalla totalità di psiche e soma, che Schultz chiama organismo. Nell'organismo la totalità è presente fin dai primi momenti della vita e viene mantenuta nonostante tutte le divisioni e gli smembramenti a cui può andare incontro.
3. La processualità; la vita degli esseri umani è caratterizzata dalla processualità, con un suo specifico riferimento al futuro, con un decorso ritmico, con la capacità di variabilità e una direzione dotata di senso verso l'autoconservazione e la conservazione della specie. Essere dotati di processualità significa essere sempre in movimento con una direzione ben precisa, quella dall'interno verso l'esterno. Significa inoltre che tale movimento processuale non è fine a se stesso, ma ha un senso innato rivolto al futuro. Pertanto tutti gli esseri viventi mostrano comportamenti, funzioni, etc. che sono sempre finalizzati a qualcosa di futuro.
4. La dinamicità; è un concetto molto vicino a quello di processualità. Schultz considera la vita come un flusso dinamicamente oscillante, caratterizzato dalla possibilità degli organismi viventi di effettuare scambi con l'esterno, dallo stato di equilibrio dinamico che consente un ambiente interno costante, ma in equilibrio per lo scambio ed il flusso di componenti materiali con l'esterno; caratterizzato dall'equifinalità; dall'omeostasi e dai processi di autoregolazione; dalla crescita e dalla maturazione e infine dalla plasmabilità e dall'adattamento.
5. L'autoergia; La vita ha un movimento proprio, un automovimento interiore autonomo che si sviluppa nel confronto con l'ambiente. è stata anche chiamato da Schultz, autoergia.
6. La reagibilità, la suscettibilità e la sensibilità; sono caratteristiche della vita importanti per la comprensione. Gli esseri umani sono sensibili, suscettibili e reagiscono nel confronto con l'ambiente. Da ciò riescono a ricavare gli elementi alla base della comprensione dell'altro.
7. La coerenza con il contesto; gli esseri viventi sono in stretto ed indissolubile collegamento con l'ambiente. Con coerenza con il contesto s'intende cioè la coerenza senza soluzioni dei comportamenti dell'individuo con l'ambiente interiore e con l'ambiente circostante.
8. L'autosenso; fa parte della vita anche un senso, un significato proprio, inteso come autoattività impregnata di valori.
Sulla base di tale concezione Schultz elaborò la psicoterapia bionomica, un metodo psicoterapeutico basato sull'instaurarsi di una specifica relazione tra terapeuta e paziente e basato sui principi dell'introspezione e della psicologia del profondo. A questo proposito elaborò anche delle tecniche specifiche basate sui principi dell'apprendimento, dell'esercizio e dell'addestramento e denominate autogene (da cui anche la denominazione "psicoterapia autogena"), da utilizzare all'interno della relazione terapeutica con l'intento di migliorare l'introspezione, di favorire la produzione di materiale dal profondo in modo da poter conoscere il piano di vita che, come si è detto, contiene la soluzione del benessere del paziente.
La relazione o comunione psicoterapeutica La psicoterapia bionomica è basata sull'instaurarsi di una specifica relazione terapeutica; essa è stata chiamata "comunione terapeutica" per sottolinearne gli aspetti di risonanza empatica e di alleanza lavorativa. Si instaura per effetto di due specifiche leggi della vita: la legge dell'impressione/espressione e la legge generale di lotta.
La prima afferma che fin dal primo momento dell'incontro tra due persone, esse soggiacciono ad un reciproco e dinamico alternarsi di impressioni ed espressioni, alla base del costituirsi della risonanza empatica, fino a che si costituisce una terza nuova entità che Schultz chiamò "il Noi". Un aspetto fondamentale di questa dinamica è che anche nelle situazioni più estreme non viene mai perso ciò che Schultz chiamò fin dal 1919 "Io Immanente", e cioè la parte che identifica più autenticamente ciascun soggetto. Tale parte non è collocata in una specifica parte del corpo o in un settore specifico della personalità, ma è immanente, è presente cioè in ogni parte della personalità, in ogni parte dell'unità somatopsichica.
L'altra legge, chiamata "legge generale di lotta" sottolinea che "tutto ciò che vive si autoafferma". In una conosciuta metafora, Schultz dice che se immergiamo una cannuccia in un bicchiere di acqua saponata e soffiamo nell'aria si formeranno delle luccicanti bolle di sapone. Ma se soffiamo al confine tra l'acqua e l'aria, si formeranno delle bolle poligonali (per la presenza delle altre bolle confinanti). Tali bolle poligonali lottano naturalmente per essere sferiche, ma si adattano alla "poligonalità" pur contenendo in sé l'aspirazione alla sfericità. Pertanto la legge di lotta fa sì che l'individui lotti naturalmente per affermare se stesso, ciò che autenticamente egli è, nella vita. Per fare questo, il suo Io utilizza specifici meccanismi personali chiamati "meccanismi di lotta".
In tale relazione il terapeuta è rigidamente soggetto a due principi generali: il rispetto della soggettività del paziente ed il rispetto della "non interferenza nei processi autogeni" dell'individuo. Il rispetto di entrambi i principi è indispensabile per la riuscita della terapia.
Le tecniche bionomiche
Gli scopi terapeutici si conseguono con la costruzione di una valida relazione terapeutica e con l'uso delle tecniche bionomiche, effettuando un lavoro introspettivo sempre più in profondità e sempre più ampio nella propria personalità, tale da consentire una presa di coscienza chiarificatrice a diversi livelli, tale da espandere la coscienza e consentire così un'integrazione dei diversi piani esistenziali:
1. quello del contesto attuale di vita, per chiarire le modalità attuali di vita e come queste si integrano con gli altri livelli del piano di vita;
2. quello della storia della sua vita passata, per far luce sugli ostacoli che allontanano l'individuo dalla realizzazione del proprio piano di vita.
3. quello delle proprie capacità prestazionali, per chiarire gli scopi delle sue scelte lavorative e professionali;
4. infine quello delle aspirazioni e del generale atteggiamento di vita verso i valori esistenziali, per rendere consapevole l'individuo del senso della sua vita.
La tecnica generale della psicoterapia bionomica è caratterizzata da un insieme di atteggiamenti, interventi, regole e strumenti che vengono utilizzati per gestire il rapporto psicoterapeuta-
Le tecniche bionomiche specifiche sono tecniche basate sull'apprendimento di uno specifico stato di coscienza chiamato stato autogeno. Esso ha diverse funzioni (vedi più avanti), utili al raggiungimento degli scopi terapeutici. Le tecniche bionomiche specifiche sono:
1. L'auto-
2. Il training autogeno di base
3. La modificazione autogena
4. La neutralizzazione autogena
5. Il training autogeno superiore
La comunione terapeutica e lo stato autogeno stimolano una serie di funzioni dell'organismo, denominate funzioni psicoterapeutiche bionomiche, che consentono il cambiamento terapeutico. Le modificazioni terapeutiche avvengono dapprima attraverso un riequilibrio emotivo organismico che consente una migliore gestione delle emozioni e successivamente attraverso l'espansione della coscienza. Tutto ciò consente un aumento dell'autoconoscenza, dell'autocontrollo e dell'autoresponsabilità fin negli strati più profondi della personalità. Il nuovo riequilibrio emotivo con la nuova modalità di gestione delle emozioni insieme all'espansione della coscienza consentono lo sviluppo e l'attivazione di funzioni organismiche gerarchicamente più elevate, denominate funzioni esistenziali, che spingono l'individuo all'interno di un percorso esistenziale rivolto a realizzare ed a soddisfare il proprio piano di vita.
Le funzioni psicoterapeutiche bionomiche sono:
animante o para-
abreattivo-
omeostatico-
adattativa; essa stimola l'adattamento dell'individuo al mondo interno ed esterno attraverso l'utilizzazione di meccanismi di lotta più evoluti e più integrati.
estesica; essa espande la coscienza a materiale sensoriale proveniente dal corpo, dall'immagine corporea individuale, relazionale e sociale. Stimola ancora la rimemorazione della "Mneme", la memoria organica. Stimola inoltre l'elaborazione psichica delle sensazioni sentite e percepite in autogenia e negli altri stati di coscienza ed infine stimola lo sviluppo di altre due funzioni, quella immaginativa e quella lexitimica.
contenitiva; è una funzione caratterizzata dal compito di contenere e depurare le parti "cattive" dell'altro.
narcisistica; essa stimola la scoperta del piacere organismico a partire da sensazioni sconosciute e favorisce lo sviluppo di una buona stima di sé e di una buona immagine di sé.
immaginativa; è una funzione specifica della psicoterapia bionomica, strettamente legata alla funzione estesica, che consente la produzione di immagini. Immagini di tipo mentale (reves, reveries e fantasmi) e di tipo corporeo (metafore corporee, reveries somatiche, immagini metamorfiche e fantasmi corporei) sono prodotte in grande quantità durante lo stato autogeno e consentono un'esplorazione di vissuti arcaici molto profondi.
lexitimica; è una funzione che stimola la verbalizzazione a partire dalle emozioni. è una funzione che stimola la produzione delle parole per descrivere le emozioni.
Le deviazioni abionomiche
La finalità della psicoterapia bionomica è pertanto quella di operare dei cambiamenti nella personalità del paziente, in particolare sulle cosiddette "deviazioni abionomiche o antibionomiche", in modo da rendere possibile una ripresa conforme al piano bionomico del percorso di crescita e di maturazione della personalità interrotto da ostacoli di tipo psichico. In altre parole, la deviazione dalla conformità del piano bionomico, che per tutte le persone con disturbi psichici è caratterizzante in misura considerevole, porta con sé che ogni individuo con psicopatologia è orientato rispetto alla propria vita in modo emotivamente errato. Riferendosi ai disturbi psicopatologici, Schultz afferma che l'atteggiamento sviluppato da queste personalità è sempre a-
" Struttura psicotica
" Struttura borderline
" Struttura nevrotica
" Struttura bionomica
A partire dalla prima (la struttura psicotica), esse mostrano un funzionamento progressivamente sempre più conforme alla realizzazione del piano bionomico, fino all'ultima, l'organizzazione bionomica, che non presenta deviazioni. Questi brevi, ma essenziali cenni sono utili a capire che il lavoro psicoterapico del paziente è un lavoro di scoperta del proprio piano di vita. Tale lavoro inizia dall'esame prioritario e dall'esplorazione dei vissuti corporei, che in psicoterapia autogena assumono una valenza particolare, e dopo aver liberato il corpo dagli ostacoli che deviano lo sviluppo si procede con l'esplorazione degli aspetti immaginativi. L'individuo potrà in tal modo sviluppare la propria persona, in linea con il suo più autentico modo di essere.
" Schultz I.H.: Psicoterapia bionomica, Masson, Milano, 1951.
" Schultz I.H.: Il training autogeno, Feltrinelli, Milano, 1963.
" Orrù W.: Teoria dell'approccio bionomico (in press), 2005.
" Widmann C.: Il simbolismo dei colori, Magi Editore, Roma, 2000.
" Widmann C.: Le terapie immaginative, Magi Editore, 2003.
" Wallnöfer H.: Anima senza ansia, Centro Scientifico Torinese, Torino Tart C.: Stati di coscienza, Astrolabio, Roma, 1977.